Grundig

Grundig
Nürnberg Grundig 4111.jpg
Virksomhedsinformation
SelskabsformAktiengesellschaft Rediger på Wikidata
Grundlagt1930 Rediger på Wikidata
GrundlæggerMax Grundig Rediger på Wikidata
EtableringsstedNürnberg, Bayern, Tyskland Rediger på Wikidata
HovedsæderNeu-Isenburg, Hessen, Tyskland, Nürnberg, Bayern, Tyskland Rediger på Wikidata
ProduktHvidevarer Rediger på Wikidata
Organisation
Antal ansatte
4.000 Rediger på Wikidata
EjerArçelik Rediger på Wikidata
ModerselskaberBeko
Arçelik Rediger på Wikidata
Eksterne henvisninger
Virksomhedens hjemmeside Rediger på Wikidata
Information med symbolet Billede af blyant hentes fra Wikidata.
Grundig satellitradio fra de tidligere 1970'ere.
(c) Bundesarchiv, B 145 Bild-F007444-0002 / Müller, Simon / CC-BY-SA 3.0
Fra selskabets fabrik i Nürnberg, 1959.

Grundig AG er en tysk elektronikvirksomhed.

Super Color 1832 IT (1981)
Professionelle VCR-videobåndoptager VCR 621 (åben; 1982)
(c) Santeri Viinamäki, CC BY-SA 4.0
VHS-Kamera S-VS180
Grundig FineArts DAT-Rekorder 9009 (1987–1990)[1]

Virksomheden blev grundlagt i Nürnberg i 1945 af Max Grundig. Historien går imidlertid tilbage til 1930, hvor Fürth, Grundig & Wurzer, der solgte radioer, blev dannet. Radioerne begyndte at blive hvermandseje takket være Volksempfänger. Efter 2. verdenskrig adresserede Max Grundig efterspørgslen efter radioer. Den første radio fra fabrikken kom på gaden i 1947, mens de første fjernsyn kom i 1951. På dette tidspunkt var Grundig den største producent af radio og fjernsyn i Europa, og selskabet etablerede afdelinger i Frankfurt am Main og Karlsruhe.

I 1960 påbegyndtes produktion uden for Tyskland; en fabrik, som fremstillede båndoptagere blev etableret i Belfast. 1970'erne blev præget af flere fejlsatsninger og hårdere konkurrence fra asiatiske producenter. Det lykkedes ikke at danne alliancer med disse, ligesom det heller ikke lykkedes at udvikle eget videosystem. Grundig blev omdannet til et aktieselskab i 1972, hvorefter nederlandske Philips gradvist begyndte at opkøbe aktier i virksomheden for at have opnået fuld kontrol over det i 1993. Max Grundig forlod virksomheden i 1984, da Philips havde erhvervet flertallet af aktierne.

Grundet utilfredsstillende salg solgte Philips virksomheden videre til et konsortium fra Bayern i 1998. I 2000 måtte virksomheden notere et tab på 1,281 mia. euro. Bankerne afviste at forlænge kreditten, og Grundig gik konkurs i 2003. Satellitdivisionen blev frasolgt til Thomson, mens Alba og Beko overtog Grundigs produktion af forbrugerelektronik. I 2007 solgte Alba sin andel af virksomheden til Beko, men beholdt nogle markedsføringsrettigheder. Beko blev derefter omdøbt til Grundig Elektronik, der i 2009 er fusioneret ind i Arçelik.

Eksterne henvisninger

Referencer

  1. ^ https://www.hifiengine.com/manual_library/grundig//finearts.shtml hifiengine.com, 2006-2020, Grundig FineArts

Medier brugt på denne side

Bundesarchiv B 145 Bild-F007444-0002, Nürnberg, Firma Grundig.jpg
(c) Bundesarchiv, B 145 Bild-F007444-0002 / Müller, Simon / CC-BY-SA 3.0
For documentary purposes the German Federal Archive often retained the original image captions, which may be erroneous, biased, obsolete or politically extreme.
Nürnberg

Grundig Radio-Werke

Rundfunkgeräte, die bei der Fertigung kleine Fehler zeigen, werden sofort aussortiert und von geschulten Fachkräften überprüft und repariert.
Grundig professioneller VCR-Rekorder VCR 621 von 1982, Abdeckung geöffnet.jpg
Forfatter/Opretter: Mrps3, Licens: CC BY-SA 4.0
professioneller Videorekorder von Grundig Geschäftsbereich electronic, Typ VCR 621 aus dem Modelljahr 1982, schnittfähig, digitaler Bandzugspeicher im Schnittbetrieb, schnittsteuerfähig, zwei gleichwertige, einzeln editierbare Tonspuren
DAT-9009 Front.jpg
Forfatter/Opretter: Rainer Freder, Licens: Copyrighted free use
DAT-Recorder Grundig FineArts DAT-9009
Nürnberg Grundig 4111.jpg
Forfatter/Opretter: AlexanderRahm, Licens: CC BY 3.0
Grundig Nürnberg
Grundig S-VS180 VHS camera.jpg
(c) Santeri Viinamäki, CC BY-SA 4.0
Grundig S-VS180 VHS kamera.
Televisore CRT, a colori, 18 pollici, da tavolo, a transistor - Museo scienza tecnologia Milano 12155.jpg
Forfatter/Opretter:
Grundig AG (costruttore)
, Licens: CC BY-SA 4.0
Apparecchio in materiale plastico rosso con profili arrotondati e una fascia nera posta trasversalmente. Nella parte superiore si ha una maniglia estraibile per il trasporto e due antenne incorporate a stilo Lo schermo del cinescopio, con profili in plastica color oro, occupa gran parte della parete frontale Il cinescopio è da 18 pollici autoprotetto e alla sua destra si hanno un display a Led e il tasto di accensione. Sul lato destro del televisore, in corrispondenza della fascia nera, si hanno tre tasti per la sintonia dei canali (selezione della banda) ovvero per VHF I da 2 a 4, VHF III da 5 a 12, UHF da 21 a 62, una manopola per la regolazione del volume, i tasti per la sintonia fine, un tasto per la memorizzazione dei programmi e uno per cambiare programma Il retro è forato per l'aerazione e si ha una presa per antenna e il cavo per il collegamento alla rete elettrica All'interno si hanno circuit allo stato solido, cinescopio e altoparlante È inoltre presente un telecomando a raggi infrarossi in plastica nera con una placca metallica sul fronte. Sul telecomando si hanno i tasti per la selezione dei programmi (da 1 a 12), per la commutazione ciclica dei programmi e dei canali, per la regolazione del contrasto colore, della luminosità, del volume. Sul retro si ha il vano batterie (per 5 batterie da 1,5V).
Funzione

Apparecchio che riceve le immagini e i suoni trasmessi mediante il sistema della televisione (programmi televisivi). Visione a colori, sistema PAL Riceveva sia canali UHF che VHF.

Modalità d'uso

Il cinescopio è l'elemento che permette la ricostruzione (o sintesi) delle immagini ricevute grazie a fenomeni elettromagnetici ed elettronici. Il cinescopio del televisore è infatti un tubo a raggi catodici che ha la funzione di trasformare i segnali elettrici provenienti da una sorgente in energia visibile. Il segnale utile che controlla l'intensità del raggio elettronico, viene collegato, tra griglia e catodo, a due dispositivi che permettono di focalizzare il fascio elettronico (il catodo emette elettroni per effetto termoelettronico) e deviarlo in maniera periodica grazie all'azione di campi magnetici (Forza di Lorentz). In questo modo il raggio colpisce un punto sulla superficie interna dello schermo (anodo). Questa superficie è rivestita di materiale fluorescente che eccitato dall'energia degli elettroni emette luce. I dispositivi di deflessione del fascio vengono pilotati dal segnale ricevuto permettendo la ricostruzione dell'immagine ogni 1/25 di secondo dando allo spettatore la percezione del movimento Per ottenere la visione a colori, i fosfori distribuiti sullo schermo emettono le luci corrispondenti ai tre colori primari. Un cannone elettronico per ciascun colore, eccita un solo tipo di fosforo. In questo modo si formano tre distinti schermi rosso-verde-blu che poi per mescolanza additiva permettono la realizzazione di tutti i colori oltre che la percezione del movimento.

Notizie storico-critiche
L'inventore americano Philo T. Farnsworth sviluppò, nel 1927, il primo sistema pratico di televisione completamente elettronica nella storia. Il russo Vladimir Zworykin, nei laboratori americani della RCA, riuscirà poi a realizzare la televisione elettronica come prodotto commerciale nel 1939. Tra il 1930 e il 1939 la RCA investì quasi dieci milioni di dollari per sviluppare il progetto di televisione elettronica Nel 1954, negli Stati Uniti, cominciano le trasmissioni a colori, con lo standard NTSC ((National Television System Committee). In Europa arriverà nel 1967 con due diversi standard: SECAM (Sequential Couleur Avec Memoire, Francia e Paesi dell'EST) e PAL (Phase Alteration Line, Germania e UK). L'Italia, con grave ritardo, sceglierà lo standard PAL nel 1972. Le prime trasmissioni a colori italiane si avranno nel 1977 L'evoluzione tecnica principale dei primi televisori a colori risiede nella struttura del cinescopio: sullo schermo vengono depositati fosfori adatti ad emettere luci corrispondenti ai tre colori primari (rosso, verde, blu), in modo tale che per sovrapposizione additiva si possano ottenere tutti i colori. Per controllare l'eccitazione dei fosfori, il tubo catodico viene dotato di tre cannoni elettronici, uno per ciascun colore La visione collettiva (nei bar, nei circoli, ecc) giocherà nei primi anni un ruolo fondamentale Agli inizi degli anni '60 il televisore entra nelle case: la visione non è più collettiva ma familiare, non ancora privata. Gradualmente i televisori passano anche dal funzionamento con circuiti a valvole a circuiti a transistor, cambiano i materiali e le dimensioni: scompare il legno a favore di materiali plastici colorati e forme di design innovative, nel tubo catodico viene integrata la protezione (bonded) e nei televisori sparisce quindi il vetro frontale, Nella seconda metà degli anni '70 si ebbe un altro passo avanti sia nel modo di rapportarsi con la TV a causa della diffusione del telecomando, sia per questioni tecniche grazie all'avvento della microelettronica Nel 1973 la Grundig realizza il suo primo televisore a colori portatile, il Super Color 1510. Il modello 1832 ne è un'evoluzione.
Grundig Satellit 2100.jpg
Forfatter/Opretter: Duvilar (Lorenzo Rossetti), Licens: CC BY-SA 3.0
Analogue radio receiver Grundig Satellit 2100 for LW, MW, SW and FM (1976-1979)